Il Novecento (dagli anni 60 agli anni 70)

“Però, questi anni Sessanta… chi l’avrebbe detto che potessero riservare tante sorprese! Dalle regole di etichetta e bon ton dei primi anni, siamo passati ad una totale rivoluzione!

I giovani e le donne scendono in piazza per reclamare libertà di espressione e uguaglianza, l’amore libero e la pace universale… E nella moda arriva una ragazza inglese, simpatica, svelta, con un caschetto di capelli castani e un gran sorriso, che si inventa una gonna cortissima da indossare senza falsi pudori; si chiama Mary Quant. Da allora per le strade di Londra (ora mi trovo qui) carovane di ragazze con minigonne di ogni genere e tessuto colorano la città. Ma anche shorts e pantaloni “a zampa d’elefante” (larghissimi al fondo). Anche per gli uomini la musica è cambiata, ora si incontrano ragazzi con camicie aderenti e coloratissime, pantaloni a zampa e chitarra a tracolla per suonare le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones.

Arriviamo agli anni Settanta e nasce lo stile “unisex”, ragazze e ragazzi vestiti con gli stessi jeans, magliette e con gli stessi capelli lunghi e sciolti sulle spalle. Si abbattono le barriere di sesso, politica e religione e si spera di cambiare il mondo…
Intanto io sono corsa a comprarmi un paio di splendidi jeans dipinti a mano e una camicetta di pizzo in un delizioso negozio di Carnaby Street… che dite, mi dona lo stile hippie?

See you later!”

 

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