Helena Rubinstein. The Adventure of Beauty

Per una donna la forza di cercare la propria identità in sé stessa e non nel ruolo che la società tende ad imporre, può essere attinta da molte cose; nel 1904, in un’epoca nella quale la cosmesi e il trucco erano uso solo delle prostitute e delle teatranti, una donnina di appena 1 metro e 48 riuscì a dare questa forza alle donne di mezzo mondo. “Beauty is power” fu infatti lo slogan della sua prima campagna pubblicitaria.

Lei è Helena Rubinstein, la donna che all’inizio del XX secolo riuscì a fondare un impero nell’industria cosmetica, e il cui nome è ancora oggi sinonimo di bellezza e altissima qualità. A Parigi la mostra che la celebra in questi giorni ripercorre la sua vita nella Bellezza: “Helena Rubinstein. The Adventure of Beauty” è ospitata presso il MahJ (Musée d’art et d’histoire du Judaïsme) e illustra quanto questa donna sia riuscita a sorpassare i limiti esistenti tra l’arte, la moda, la bellezza, il design e il commercio, definendo una nuova forma estetica di gran lunga in anticipo sui tempi. La Rubinstein, polacca di origini ebree nata nel 1872, ha reso popolare nel mondo intero il salone di bellezza come luogo in cui le donne si ritrovavano non solo per scambiarsi consigli estetici ma anche per condividere le loro idee sul progresso e il potere sempre crescente della donna nella società. Qui, Helena insegnava non solo a curare la pelle e a truccarsi, ma anche a camminare, pettinarsi, comportarsi da signora: “non ci sono donne brutte, solo donne pigre”, ammoniva. Quando morì, nel 1965, aveva creato uno dei più grandi imperi di estetica della storia, che elencava tra l’altro 62 diverse creme di bellezza, 78 ciprie, 46 profumi e colonie, e 115 diverse tonalità di rossetto, oltre a saponette, fard, ombretti e naturalmente il famosissimo mascara.

L’esposizione presenta più di 300 opere e oggetti: fotografie, arazzi, libri, tappezzerie, sculture, abiti e dipinti, provenienti dalla sua collezione personale. Perché Helena Rubinstein è stata anche mecenate e collezionista d’arte appassionata, e amica e musa dei più grandi artisti dell’epoca, da Matisse a Mirò, da Sutherland a Picasso, che l’hanno ritratta e di cui ha raccolto le opere. Infine, lungo il percorso della mostra si potranno ammirare anche molti dei suoi abiti, tra cui alcuni pezzi firmati Yves Saint Laurent, Paul Poiret, Cristóbal Balenciaga e Elsa Schiaparelli, dei cosmetici, delle pubblicità o del materiale pubblicitario che racconta della sua carriera professionale.

“Helena Rubinstein ha permesso alle donne di cambiare vita, offrendo loro la possibilità di vedersi per quello che volevano essere.” (Mason Klein). In un’epoca nella quale il senso d’affermazione in quanto individuo di sesso femminile era del tutto nuovo.

Per ribadire che la consapevolezza di sé può essere raggiunta anche passando attraverso un percorso che potrebbe sembrare frivolo ma che fu invece rivoluzionario nel momento in cui incoraggiò le donne ad autodefinirsi come individui in grado di esprimere la loro personalità. Un’idea che ha aperto la strada al potere per le donne.

 

L’esposizione “Helena Rubinstein. The Adventure of Beauty”, curata da Michèle Fitoussi e da Dorota Sniezek, sarà visitabile fino al 25 agosto 2019.

 

 

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