The Last Swan: Marella Caracciolo Agnelli

Si chiama “Donna Marella Agnelli”, ed è una rosa dal delicato colore madreperlato, vincitrice di un concorso botanico e coltivata nel famoso vivaio pistoiese Barni. E incarna perfettamente ciò che era Marella Caracciolo Agnelli; raffinatissima, elegante, delicata come porcellana e forte come acciaio.

Marella nacque il 4 maggio del 1927 a Firenze, da una nobile famiglia partenopea, padre diplomatico, Filippo Caracciolo di Castagneto, Duca di Melito, e madre originaria dell’Illinois, Margaret Clarke, ereditiera di una nota famiglia di produttori di whisky. Studia all’Académie des beaux-arts e poi all’Académie Julian di Parigi, ma prima di diventare designer ed esperta di giardinaggio diventa modella a New York, e in seguito assistente del fotografo Erwin Blumenfeld. Il matrimonio con l’Avvocato (Gianni Agnelli) avvenne il 19 novembre 1953 nel castello di Osthoffen, a Strasburgo, e fu un matrimonio solidissimo, nonostante i tanti tradimenti di lui, e durato fino alla morte del marito, nel 2003.

 

Divenne la Signora dei Giardini di Torino, progettando tutti i gli spazi verdi delle sue dimore, come quella fastosa di Marrakech, o come il casino di caccia di Vittorio Amedeo II di Savoia a Villar Perosa, località di origine della famiglia Agnelli,e dove Marella visse col marito, avendo ridisegnato gli ambienti interni ed esterni insieme a Stéphane Boudin, il decoratore degli Windsor.

A darle l’appellativo di “The Last Swan” fu l’amico Truman Capote, ed era giustissimo per lei: snella, alta, flessuosa, con un’allure vagamente androgina, passava in maniera disinvolta da look low profile, in pull, maglioncino e scarpe all’inglese a meravigliosi abiti di Balenciaga, Courreges, Givenchy. Questa sua eleganza naturale la fece diventare musa di numerosi artisti e fotografi, quali il già citato Erwin Blumenfeld, o il grandissimo Richard Avedon, o ancora Henry Clarke. Il suo stile inconfondibile la fece diventare un’icona fashion, e l’ha accompagnata fino alla fine, quando una lunga malattia l’ha spenta, il 23 febbraio 2019.

Lasciando però intatto tutto il prezioso patrimonio di stile, eleganza, riservatezza, educazione che l’ha sempre contraddistinta.

 

 

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