Pink: The History of a Punk, Pretty, Powerful Color

il Museum at FIT di New York si appresta a colorarsi  interamente di rosa, dedicando un’intera mostra a questo amato quanto controverso colore.

Il rosa si preannuncia colore di stagione: dalle anteprime della collezione Haute Couture di Valentino viste al 75° Festival del Cinema di Venezia fino a questa imperdibile mostra, il colore più gender (o transgender) del mondo diventa protagonista. Dolce, zuccheroso e romantico o seducente, aggressivo e provocatorio, è senza dubbio il colore più discusso della Storia.

 

Lady Gaga e Claire Foyle in Valentino Couture al Festival di Venezia

 

Il simbolismo del rosa è cambiato molto nei secoli: fu un colore trasversale e anzi associato perlopiù al sesso maschile dal ‘700, quando era assolutamente normale che gli uomini vestissero di rosa fino alla seconda metà del ‘900, quando il rosa era ancora considerato un colore, forte, deciso, associato alla passionalità perché prossimo al rosso quindi mascolino. Il blu invece era il colore del cielo, del velo della Madonna, per questo era il più indicato per vestire le bambine.

Dagli anni ’50 del 900 qualcosa iniziò a cambiare: il rosa venne assegnato alle donne e il blu agli uomini in modo del tutto arbitrario, ovvero poteva accadere anche il contrario. Dalla fine degli anni ‘50 questa moda si consolidò e l’introduzione sul mercato della bambola Barbie contribuì a consacrare il rosa come colore esclusivamente femminile.

Dalla fine degli anni Sessanta e per tutti i Settanta, con la diffusione del movimento femminista e la messa in discussione dei ruoli tradizionali di genere, il rosa associato alla femminilità venne fortemente criticato; fu poi l’avvento dello stile “unisex” a cancellare le differenze estetiche tra i sessi. Molto apprezzato fu in quegli stessi anni (non solo per il suo messaggio ambientalista) il fumetto dei “Barbapapà”, dove non era un caso che il padre fosse rosa e la madre nera.

Furono gli anni Ottanta a imporre definitivamente l’idea dei colori che marcatamente segnalavano il genere d’appartenenza del bambino o della bambina, ma semplicemente per un discorso di marketing: in quegli anni scomparvero i vestiti unisex e si imposero definitivamente una serie di stereotipi legati all’infanzia e al mondo dei giocattoli: soldatini e costruzioni per i maschi, bambole e pentoline per le femmine.

Negli ultimi anni, tuttavia, il rosa, oltre ad essere tornato anche sulle passerelle maschili, è stato interpretato in molte nuove modalità in ambito sociale e politico. In questa chiave sarà dunque analizzato nel percorso espositivo della mostra attraverso l’abbigliamento, gli accessori, la musica, l’arte, la politica. A cura di Dr.Valerie Steele, direttrice del museo,” Pink: The History of a Punk, Pretty, Powerful Color” ci condurrà ad esplorare questa complessa nuance nella storia degli ultimi tre secoli.

 

7 settembre 2018 / 5 gennaio 2019 

Museum at FIT  New York 

https://www.fitnyc.edu/museum/exhibitions/pink.php

(immagini dal Museum at FIT website)

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