L’Ottocento (seconda parte)

“Eccomi di nuovo qui, a riprendere il mio viaggio nei secoli! Sono ancora in Francia ed è ormai già il 1822; l’impero di Napoleone è tramontato e con lui lo “Stile Impero”, mentre al suo posto vi è ora di nuovo una monarchia assolutistica capeggiata dai Borbone. E naturalmente anche la moda è cambiata totalmente! Avevo appena acquistato una serie di splendidi abitini a vita altissima, in velluto e raso, con bolerini in pelliccia e magnifiche stole in seta, e una marea di cappellini e turbanti con le piume… e rieccomi qui a dover ricominciare da capo con abiti nuovi e completamente diversi! La libertà dal busto e dalle sottogonne sparisce come d’incanto sotto la spinta delle idee di Restaurazione delle vecchie corti, e sotto la spinta del Romanticismo; tornano di moda abiti con bustino rigido e aderente, grandi maniche rigonfie e gonne ampie, con anche sette od otto sottogonne! Dopo il 1830 però la silhouette femminile cambia di nuovo, divenendo ovaleggiante; le maniche divengono diritte e lunghe negli abiti da giorno, ancora corte in quelle di gala. I corpetti sono chiusi e accollati negli abiti da giorno, ancora scollati in quelli da sera. Le gonne restano ampie, rotondeggianti, ornate di nastri, gale, volants. Ma non finisce qui! Dopo il 1850 avviene un ulteriore modifica alla silhouette, soprattutto nella parte inferiore; le vesti si ampliano ancora di più grazie ad un nuovo tipo di sottogonna che soppianta la crinolina, ossia la gabbia in metallo, sottana con cerchi metallici inseriti nel tessuto. Inizialmente, intorno al 1858 aveva forma di cupola, poi pian piano si schiacciò sul davanti e sui fianchi espandendosi sul dietro, per assecondare il ritorno dello strascico. La gabbia scompare intorno al 1870, almeno negli abiti da giorno, che riassumeranno così una forma più naturale.
Accidenti, che fatica seguire tutti questi cambiamenti! Mi ritrovo l’armadio pieno zeppo di abiti con gonne di ogni larghezza, come farò a mettere ordine? Mentre ci provo vi do appuntamento alla prossima tappa!

Au revoir!

 

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