Il Settecento (seconda parte)

“Eh sì, la vita di corte è davvero meravigliosa!… per un po’. Poi comincia a diventare noiosissima…

Tanto più che ora il gusto nell’abbigliamento va spostandosi verso un genere completamente diverso che mi dicono provenga da un Paese aldilà del mare, l’Inghilterra.

Siamo nel 1780 e questa nuova moda (la “Mode a l’Anglaise” )prevede, per il giorno, la Robe en chemise, una veste lunga e candida, con maniche lunghe, gonna arricciata e scollatura arrotondata, senza altre decorazioni se non la grande fascia che stringeva la vita. Un grande fazzolettone bianco, detto fisciù, copriva la gola; la prima volta lo portò la regina Maria Antonietta, che amava vestirsi da pastorella giocando a mungere le capre nel villaggio rustico che si era fatta costruire a Versailles, (il fisciù derivava appunto dallo scialletto con cui le popolane si cingevano il collo e le spalle). Ma il completo che a me piace di più assomiglia a un vestito da uomo e si chiama Redingote( derivato dalla “riding coat“, la giacca da equitazione inglese). E’ bellissima in verde scuro, blu, a righe! E poi quel bel cappello da indossare sui boccoli! ( che ora sono incipriati di grigio). E anche gli uomini, come sono eleganti con questa giacca lunga e attillata, i calzoni dentro gli alti stivali e la tuba sulla testa! Per strada li sento parlare di “Rivoluzione”… pare si stiano organizzando per far cadere la monarchia, in un modo assai cruento! Così ho deciso di acquistare una bella redingote e riprendere subito il mio viaggio verso posti più sicuri! (l’Inghilterra?…)

See you next time!Bye!”

 

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