Il Barocco (prima parte)

“Di nuovo in viaggio, rincorrendo questa “moda” così capricciosa che mi porta in giro per il mondo: eh sì, è questo il nome che ora si da al gusto di cambiarsi spesso d’abito, e lo leggo su un libro scritto da un abate, Agostino Lampugnani, che s’intitola “Della carrozza da nolo; ovvero del vestire et usanze alla Moda”. Mi trovo nel 1640 di nuovo in Francia, perché è qui che ora si sviluppa la nuova corrente artistica, il Barocco. Nome strano, eh? Pare che derivi dalla fusione di baroco – termine medievale che indicava un modo di ragionare particolarmente artificioso ed eccentrico – con il portoghese barroco o lo spagnolo barueco – che definiva un tipo di perla dalla forma irregolare e bizzarra. Boh. Comunque è uno stile molto molto bizzarro, completamente diverso da quello semplice e austero del Rinascimento. Le dame nobili e le ricche signore della borghesia vestono abiti con gonna morbida, corpino rigido (chissà che fastidio indossarlo!) e maniche ampie, a sbuffo, con polsini e collari in pizzo bianco, sopravvesti o corte mantelline, i loro mariti e tutti gli uomini importanti hanno invece un abbigliamento ancora più sfarzoso; casacche con il fondo svasato, ornate da una lunga fila di bottoni e dallo “jabot” della camicia, in pizzo, calzoni al ginocchio, stivali e una cappa come mantello, o un ampio soprabito chiamato tabarro.
Che belli sono! E che vita mondana conducono! A proposito, questa sera sono invitata ad una festa anch’io…. vado subito a cambiarmi! Ma rimanete lì, perché il mio viaggio nel Barocco non è ancora terminato!
A la prochaine fois! Au revoir! “

 

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